Da pochi giorni l‘opera più prestigiosa delle tante raffigurazioni che illustrano il significato allegorico del Bucintoro si trova presso il Museo del Mare al Lido di Venezia. Parliamo della statua lignea della Giustizia. La maestosa scultura di quasi tre metri appena realizzata dall’insigne scultore Franco Travi di Treviglio. Grazie al presidente della Fondazione Bucintoro Giorgio Paternò. Coadiuvato nella fattispecie dal consigliere Nicola Falconi. “Un atto di omaggio all’impegno profuso da Davino De Poli ed i suoi fratelli Giovanni e Giancarlo per donare a Venezia il suo Bucintoro” dice Paternò, sempre più convinto che ”Il Bucintoro si farà. Tanti sacrifici spesi per amore ed in nome di Venezia andranno a buon fine. I Veneziani sentiranno ancora di più l’impegno a costruire il proprio futuro, memori del loro glorioso, indimenticabile passato”.
Venezia. La sua storia. Unica ed irripetibile. Così come il Bucintoro. La mitica Nave d’Oro. Tutta istoriata di preziose immagini. Che raccontano la potenza marittimo-commerciale della Serenissima. Basata sulla giustizia. Così come raffigurata dal magnifico gruppo scultoreo che domina le parti prodiere della nave. Una giovane donna, appunto la Giustizia. Allegoricamente, Venezia stessa. Con i suoi simboli più evidenti. Quelli della spada, impugnata con la destra e della bilancia, retta con la mano sinistra di un braccio teso in avanti con fermezza. Con un’altra figura femminile appresso. La Pace, genuflessa, con in mano un ramo d’ulivo. Con di seguito la raffigurazione dello zodiaco. Con il sole nascente sotto il segno della vergine ed ai lati la bilancia ed il leone. Di nuovo un’allegoria, che si serve dei segni zodiacali. Quella di Venezia, giovane vergine invitta. Perché ha con sé, le appartengono, la forza tipica del leone e la giustizia raffigurata dalla bilancia.
“Ora l’idea”, conclude il presidente Paternò “sarebbe di invitare il Sindaco Luigi Brugnaro, grazie e tramite ai buoni auspici dell’assessore Francesca Zaccariotto, a mettere proprio la statua della Giustizia in esposizione nell’atrio di ingresso a Ca Farsetti”. Riallacciando l’indispensabile raccordo con la massima Istituzione di Venezia. Un altro passaggio indispensabile per la realizzazione del nuovo Bucintoro del Terzo Millennio e della Pace. Presso la Tesa Tre delle Galeazze. In Arsenale. Siamo davvero in dirittura d’arrivo.
giovedì 26 maggio 2022 – giornalista Costanza Francesconi
Da trent’anni si vocifera della sua ricostruzione. Oggi però, il sogno eternamente incompiuto del Bucintoro del terzo Millennio e della Pace è rilanciato dalla Fondazione Bucintoro. Ad animare il progetto già approvato dal Registro Italiano Navale c’è l’entusiasmo del generale Giorgio Paternò. Che dalle fila del Comitato Festa della Sensa ha promosso l’impresa dalla fine degli anni ‘80 diventando a più riprese segretario generale e presidente della Fondazione stessa, rivoluzionata cinque anni fa. L’intenzione è chiara e grida rinascita. “Perché i lavori, come spero, riprenderanno a settembre. Servono finanziamenti, che mi auguro arrivino dall’imprenditoria veneta o da chi sposa l’iniziativa. Nel frattempo, è essenziale continuare a rendere l’intera comunità veneziana cosciente del valore inestimabile di questo simbolo – chiarisce Giorgio Paternò – ricordando come “il Bucintoro raffigurasse storicamente il Palazzo Ducale e le sue leggi che per l’Ascensione si trasferivano sull’acqua”. “Per farlo, è fondamentale trasmetterne la storia ai giovani, coinvolgere nella sua realizzazione il meglio della cantieristica locale e accogliere l’AmministrazioneComunale come socia sostenitrice del Progetto”. “Il sindaco Luigi Brugnaro ne sarebbe presidente onorario. Si tratta di rimettere in acqua quella che era l’unità navale di rappresentanza della Serenissima”. Nonostante gli anni di peripezie che ne hanno rallentato l’opera, la Mission della Fondazione è sempre la medesima. Non può allora che fare ben sperare il recente ingresso che vi ha fatto l’assessor comunale ai lavori pubblici, edilizia, agibilità scolastica e decoro urbano Francesca Zaccariotto, onorata “di poter sostenere e condividere l’ambizione di restituire alla città il suo Bucintoro”. “Che questa imbarcazione così importante venga ricostruita a mano e lasciata in dono a Venezia – nota l’assessore – è un’occasione talmente preziosa che dovrebbe costituire un felice sodalizio con le istituzioni cittadine”.
“Le stesse – continua Giorgio Paternò – che durante le cerimonie ufficiali rivivrebbero il mito e la tradizionelegati a questa nave che nella sua genesi significa rivalutazione dei cantieri veneziani – come da principio è valso per l’intesa con Davino De Poli e i suoi fratelli Giovanni e Giancarlo di Pellestrina – e molte altre realtà lagunari e di tutto l’indotto legato agli antichi mestieri. Ma ancora, rilancio dell’Arsenale e gesto d’amore per Venezia, che per uscire dalla monocultura turistica, deve tornare alle sue specificità”. Cattedrale in legno. Questo il Bucintoro. Una visione di lungo raggio e radici profonde, ancorate a quasi 35 metri di lunghezza di galleggiamento, a circa 40 tonnellate di portata, ornata da pregiatissimi arredi dorati e mossa da ben 168 rematori. Atta a navigare secondo le attuali norme di sicurezza. Progettata nel rispetto del profilo storico e iconografico dall’ingegnere Giovanni Scarpa Dini. Il cui scheletro in lavorazione campeggia in una tesa dell’Arsenale aspettando che qualcuno ne metta le mani. “Decenni di disgrazie hanno trascinato quest’avventura che torna finalmente in auge – continua Giorgio Paternò -. Presidenze passate di mano da De Poli a Dal Lago, da me ad Orsoni e via discorrendo, riuscendo ad esportare il respiro del Progetto oltre i confini del Paese. Ora serve un cambio di marcia. A giorni recupero la statua di Venezia a forma di Giustizia per la prua e domenica 29 festeggiamo il Gemellaggio Adriatico con la Festa della Sensa “. E – conclude – “E’ un’eredità che deve essere lasciata ai giovani”.
Mercoledì pomeriggio 10 giugno 2015 Giorgio Paternò, riconfermato presidente alla guida del nuovo CdA, ha presentato il programma di rilancio della Fondazione Bucintoro Onlus alla Tesa 105 dell’ Arsenale di Venezia, alla presenza tra gli altri del vice-commissario Michele Scognamiglio e del contrammiraglio Marcello Bernard. Per l’occasione è stato presentato il libro di Paolo Mameli, Il Bucintoro del Terzo Millennio.
La Fondazione Bucintoro traguarda di questi giorni il passaggio indispensabile per conseguire il proprio riconoscimento giuridico a livello istituzionale; con l’adozione di un dedicato apposito Atto di Modifica; con a seguire la firma dello statuto della nuova realtà denominata Fondazione Bucintoro Onlus; che opererà dunque con modalità riconducibile ad organizzazione non lucrativa di utilità sociale.
La Fondazione sarà in grado, aprendosi appositamente alla più ampia partecipazione, di meglio finalizzare la propria mission; riconducibile alla tutela, promozione e valorizzazione dei beni artistici, con particolare riferimento all’impegno da tempo dedicato per la costruzione del Bucintoro del Terzo Millennio e della Pace, da donare a Venezia ed al mondo intero; come sottolineato dal presidente Giorgio Paternò. Sta qui il senso del riconoscimento ricevuto da parte del Comune di Venezia; che, nell’ambito più generale dell’avvio del Piano Direttore per la restituzione dell’Arsenale alla città, come indicato dal vice-commissario Michele Scognamiglio, ha deciso di assegnare alla Fondazione la concessione pro-tempore della Tesa Tre delle Galeazze; per costruirvi il nuovo Bucintoro; con l’obiettivo di un riuso in prospettiva della storica cinquecentesca casa del Bucintoro con l’adiacente edificio delle vele, come sede museale della nuova nave dogale, d’intesa con la Marina Militare; come auspicato pure dal contrammiraglio Marcello Bernard, comandante dell’Istituto di Studi Militari Marittimi e del Presidio Marina Militare di Venezia.
Sabato 31 maggio 2014, nell’ambito delle manifestazioni veneziane per la Festa della Sensa, presso la Tesa Tre delle Galeazze dello storico Arsenale, avrà luogo la cerimonia dell’impostazione della chiglia realizzata con le magnifiche travi di rovere, donate alla Fondazione dagli amici francesi del Perigord, della Dordogna e dell’Aquitania.
La Fondazione Bucintoro si appresta a coronare gli impegni assunti in Francia nella trasferta in Aquitania del febbraio scorso, per avviare un importante programma di collaborazione con le Istituzioni ed Associazioni locali, sigillato dalla donazione del legname necessario per la costruzione del Bucintoro del Terzo Millennio.
Sabato prossimo 31 maggio 2014, alla presenza di una significativa delegazione francese di Aquitania, si terrà infatti presso la Tesa Tre delle Galeazze in Arsenale, a partire dalle ore 16.30, la cerimonia di impostazione della chiglia del Bucintoro del Terzo Millennio, realizzata con la prima fornitura di magnifiche travi di rovere bi-centenarie provenienti dalle foreste del Perigord.
L’impegno della Fondazione Bucintoro per la restituzione a Venezia ed al mondo intero della straordinaria nave dorata di rappresentanza della Serenissima Repubblica traguarda così un passaggio significativo e beneagurante, oltre che ricco di significati; tra cui la volontà e l’impegno di restituzione dell’antico glorioso Arsenale ad attività delle arti e mestieri del legno che furono alla base della capacità di Venezia di vivere da protagonista le dinamiche della storia e dell’economia mondiali per più che un millennio.
Subito dopo la cerimonia dell’impostazione della chiglia, seguirà sempre in Arsenale, presso la Torre di Porta Nuova, la consegna delle Oselle della Sensa a Roland de Lary, direttore del Centre Régional de la Propriété Forestière ( CRPF ) di Aquitania e a Patrick Delord, responsabile dell’azienda che ha predisposto il legname da inviare a Venezia; a sottolineare la particolare riconoscenza di Venezia nei confronti degli amici francesi sempre di più impegnati a contribuire alla costruzione del Bucintoro del terzo Millennio.
A coronamento del tutto, si terrà infine la cerimonia del gemellaggio culturale annuale Venezia – Dordogna – Aquitania – Bordeaux, con la consegna dell’anello dogale dello Sposalizio del Mare; gemellaggio soprattutto finalizzato a cementare in modo proficuo e responsabile il senso delle relazioni in essere: collaborare operativamente e fattivamente per riproporre nel futuro più immediato antiche e sempre nuove professioni riconducibili alla trasformazione ed all’impiego del legno, sviluppando ed aggiornando comuni momenti di conoscenza, applicazione tecnologica e comunicazione così da essere in grado di proporre specifiche attività produttive capaci di creare valore nel tempo.
Senz’altro sarà ancora più bello partecipare tutti assieme la successiva domenica mattina al Corteo Acqueo della cerimonia dello Sposalizio del Mare, organizzato sempre in modo inappuntabile dal Comune di Venezia e dal Comitato Festa della Sensa.
Tre intensi giorni di cerimonie ed incontri della delegazione veneziana guidata dal Sindaco-Presidente Giorgio Orsoni in Aquitania, tra la Dordogna, il Perigord e la città di Bordeaux, per ricevere il dono delle prime cinque travi di rovere che saranno impiegate per la realizzazione della chiglia del Bucintoro del terzo Millennio.
La delegazione della Fondazione Bucintoro guidata dal suo Presidente, il Sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, si è recata in Francia tra il 14 ed il 16 febbraio 2014, precisamente nella regione del sud-ovest dell’Aquitania, per avere una serie di incontri con le rappresentanze istituzionali locali oltre che per assistere ad alcune significative cerimonie finalizzate all’ avvio di un grande programma di collaborazione, imperniato sulla donazione del legname che servirà a dare l’avvio alla costruzione del Bucintoro del Terzo Millennio e a rilanciare così le attività dell’artigianato e delle professioni tradizionali veneziane.
Probabilmente la cerimonia più toccante è avvenuta nella foresta della Double, in località Les Grands–Bleytons, nelle vicinanze di Perigueux, in particolare accanto ad una maestosa quercia bi-centenaria che ci ha parlato della sua storia attraverso i movimenti ed i suoni dei suoi rami più alti, esposti verso un cielo dipinto in quei momenti da nuvole argentee; allora abbiamo provato a comunicarle che sarebbe stata abbattuta per una nobile finalità, dando così una rinnovata continuità alla sua lunga esistenza; fare parte cioè di una nuova esaltante avventura, la realizzazione di una maestosa nave d’oro, il Bucintoro, con la quale Venezia contribuirà a rinnovare la sua storia al mondo di domani.
Di certo invece il momento più gioioso ed esaltante è stato quello della cerimonia alla segheria Delord a Tocane–Saint–Apre; in occasione del carico sul mezzo semi-articolato che le avrebbe poi trasportate a Venezia, delle magnifiche, bi-centenarie cinque travi di rovere, lunghe ben 13 metri, che diventeranno la chiglia del Bucintoro.
Così come è stato ricco di significati l’incontro avuto con la stampa nel castello di Bourdeilles con un ricco e partecipato contributo da parte di entrambe le delegazioni, i cui rappresentanti si sono alternati ad esporre valori, significati, prospettive che sottendono all’incontro tra mondi distanti e seppure vicini, nella realtà che unisce popoli e comunità che guardano al futuro della nostra UE; genti di Aquitania e di Venezia, distanti, eppure vicine, perché non a caso unite da elementi comuni: l’acqua e le foreste da un lato, l’acqua e le palificazioni dall’altro; due realtà che colgono l’occasione di contribuire assieme alla realizzazione di un sogno, restituire a Venezia ed al mondo il mito del Bucintoro, mediante concreti, comuni e fattivi passaggi operativi, così da saper proiettare nel futuro antiche professioni, accanto allo sviluppo di modalità di innovare sul versante della conoscenza, della comunicazione e della applicazione tecnologica.
Grazie alla sapiente regia di Roland de Lary, direttore del Centre Régional de la Propriété Forestière – CRPF – d’Aquitane, hanno dato il contributo proprio e delle istituzioni locali: Monsieur Bruno Lafon, presidente de l’Union de Syndicats de Sylviculteurs d’Aquitane, Madame Gendreau per la Région Aquitane, Monsieur Bernard Cazeau, senatore, presidente del Conseil General de la Dordogne ; per Venezia, il Sindaco Giorgio Orsoni ed il Segretario Generale della Fondazione Giorgio Paternò; a fare da ponte ideale tra le due delegazioni, il vice-console d’Italia a Bordeaux, Madame Felici e la collaboratrice dell’Unesco Valentina Zingari.
Da evidenziare poi, due modalità di proiezione verso il futuro: la ricerca applicata da un lato e la formazione professionale dall’altro nei due centri visitati a Bordeaux: l’Istitut Technologique FCBA, realizzato a partire dalla fine degli anni ’90, per sviluppare innovazione avanzata e finalizzata dell’impiego industriale del legno e il Musée des Compagnons du Tour de France, attivo fin dal 1818 a sostegno della formazione giovanile alle professioni manuali soprattutto del legno che, pur rimanendo nel solco della migliore tradizione di Francia, è in costante aggiornamento.
Certamente il mix più esaltante di storia e di innovazione è stata la visita guidata a Montignac presso AFSP, Atelier des Fac-similes du Perigord, ove si stanno riproducendo in scala al vero le straordinarie bellezze delle grotte di Lascaux, arricchite dai più stupendi affreschi mai realizzati dagli uomini della preistoria, grazie all’impiego, con supporti computerizzati, di modelli matematici di alta applicazione tecnico-scientifica coniugati con l’impiego di brevettate tecnologie innovative per la riproduzione di materiali e resine applicate.
L’ultimo significativo incontro della delegazione veneziana guidata dal Sindaco-Presidente Orsoni è avvenuto a Bordeaux, con il rappresentante della municipalità, Monsieur Stephan Delaux.
Tutto questo a significare l’impianto della rete di istituzioni, comunità, strumenti operativi che le genti di Aquitania hanno inteso mettere a disposizione con grande calore umano della difficile esaltante sfida della Fondazione Bucintoro e dunque di Venezia; grazie all’importante legante ormai consolidato con Alan Depardieu e Patrick Brunie, che da tempo hanno creduto ed aderito all’ iniziativa ed hanno già realizzato a tal fine il film–documentario sulla storia del Bucintoro e dell’Arsenale di Venezia, presentato al pubblico nell’ambito delle manifestazioni della recente Mostra del Cinema di Venezia.
Arrivederci a tutti a Venezia, allora; il giorno della Festa della Sensa il 1° giugno 2014, in occasione della cerimonia dell’impostazione della chiglia del Bucintoro, che sarà realizzata proprio grazie all’impiego adeguato dei roveri donati dagli amici francesi del Perigord, della Dordogna e dell’Aquitania.
La decisione, presa nella seduta della Giunta Comunale tenutasi il 16 novembre 2012, è stata comunicata al Segretario Generale Giorgio Paternò dal vicesindaco prof. Sandro Simionato.
Si completa così il prestigioso riconoscimento dell’impegno della Fondazione per la ricostruzione della settecentesca nave dogale, il Bucintoro del Terzo Millennio, dopo quelli già ottenuti dalla Provincia di Venezia e dalla Regione del Veneto.
La Fondazione Bucintoro, a nome del suo Presidente, prof. avv. Giorgio Orsoni, ha di recente ringraziato la Regione del Veneto, tramite la Direzione Comunicazione e Informazione, per aver ricevuto l’alta e prestigiosa concessione del Suo Patrocinio, a riconoscimento del proprio costante impegno per la realizzazione del Bucintoro del Terzo Millennio.